Il 6 febbraio mi reco in "agenzia" a prenotare il "biglietto":
tre quarti d'ora, il tempo di definire modello, colore ed accessori. Una firmettina in fondo al papiro ed il posto sulla Space-Civic è assicurato nei seguenti
termini: il mezzo arriverà a Ginevra il 29 aprile; qui verranno montati gli optionals, poi il prodotto finito verrà trasportato a Zurigo entro metà
maggio, e finalmente ne entrerò in possesso. Dunque tre mesi e mezzo al decollo, in fondo sembra un tempo di attesa ragionevole ed in linea con gli altri produttori
d'automobili. Oltretutto il concessionario mi ritiene fortunato, visto che l'esemplare successivo di colore nero gli sarebbe stato fornito in settembre-ottobre, data la
quantità di Civic ordinate ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Tant'è, per i prossimi cento giorni meglio mettermi il cuore in pace, mi
dico.

Comincia così un periodo di violenti attacchi di nostalgia (quanto mi manca la mia Gloriosa Rossa), di intensa lettura durante i viaggi in treno
tra Lugano e Zurigo (mai letti tre romanzi in un mese e mezzo, non credo che ripeterò l'exploit), di maniacale raccolta d'informazioni, foto e test (in qualsiasi
lingua, come si vede nella pagina dei links) e di ricorrenti domande da parte degli amici ("Ma allora quando arriva 'sta Civic?"), finché la mattina di
giovedì 30 marzo mi telefona il concessionario: "Vuole sentire una bella notizia?" "Sì, ma non sarà mica quella notizia..."
"Sì, è proprio quel che sta pensando: la Sua macchina è terminata! Può venire a ritirarla tra una settimana." Gioia indescrivibile,
ovvio, ma m'impongo di non dire nulla agli amici, la cui curiosità nei confronti del mezzo guarda caso registra un'impennata proprio in questa settimana di limbo,
come se avessi scritto sulla fronte "Ehi, mi è arrivata la macchina nuova!".

Sono otto giorni interminabili (ma no?!?) in cui vanno sbrigate le faccende burocratiche legate al ritiro di un'auto nuova: polizza assicurativa, inoltro
della polizza medesima e del rapporto di perizia auto a Camorino per ottenere targhe e licenza di circolazione, versamento dei dobloni sul conto del concessionario, nuova
tessera per parcheggiare a tempo indeterminato nella zona blu sotto casa a Zurigo, ed ecco che arriva il grande momento: venerdì 7 aprile alle 10:20 mi presento al
concessionario col sorriso a 32 denti, la mia navetta mi attende contornata da un cordone rosso e sei paletti per non far avvicinare troppo i più curiosi. In
un'oretta mi viene illustrato il funzionamento dei vari dispositivi e mi vengono presentati i meccanici dell'officina, quasi tutti italiani (subito mi raccomandano di non
portare la macchina all'autolavaggio, ché sul nero lascia graffi) e poi via! Si decolla! Mi presento in mensa con un po' di ritardo rispetto ai miei compagni di
pranzo: "Scusate, dovevo parcheggiare!"

Stavolta dopo il pranzo non vogliono nemmeno bere il caffè, nossignore, vogliono vederla subito, ci girano intorno come un cane che annusa un altro
cane mai incontrato prima. Poi saluti, breve ritorno a casa a preparare i bagagli, attenta ispezione al veicolo da parte del convalescente coinqui Groggus (ovviamente ci
gira intorno anche lui) e riparto verso Lugano. Ed eccola qui, ritratta l'8 aprile durante una breve photo session in quel di Gandria, come già fu il 2
aprile dell'anno scorso per la Gloriosa Rossa. I primi mille chilometri li ho percorsi in undici giorni tra viaggi su e giù da Zurigo (in cui gli occupanti dei sedili
posteriori si sono regolarmente addormentati; con l'altra auto non succedeva mai), festeggiamenti per il Grande Lugano (è vero, la Honda è sì sponsor
dell'Ambrì, però preferisco dire che grazie alla Honda i derby sono più avvincenti!) e scarrozzamenti pasquali a favor del parentado. E adesso chi mi
ferma più?? |